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Il dispositivo si basa sul metodo proprietario R.E.M.S. (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry): innovativo approccio ecografo per la diagnosi dell’osteoporosi, che sfrutta le caratteristiche dei segnali a radiofrequenza, acquisiti durante una scansione ecografica, per determinare lo stato dell’architettura ossea delle vertebre lombari e del collo del femore.
 
 
Una veloce scansione guidata, di circa 60″ per la colonna e 40″ per il femore, acquisisce sia le immagini che i relativi segnali a radiofrequenza. L’algoritmo identifica automaticamente i volumi dell’osso target, scarta acquisizioni errate e artefatti, fornendo un immediato referto medico.
La tecnica gold standard è chiamata DXA (dual-energy x-ray absorptiometry). Durante l’esame un fascio di raggi ionizzanti è passato sopra la colonna vertebrale e il collo del femore per valutate quanta massa ossea espressa in g/cm2 è presente. La misurazione della densità minerale ossea (BMD) attraverso la tecnologia DXA è stata riconosciuta come il gold standard per la diagnosi dell’osteoporosi perchè l’unica, fin o ad ora, in grado di eseguire la scansione ai siti assiali di riferimento: vertebre lombari e collo del femore.
Tuttavia questa tecnica è concentrata solo sulla quantità media di minerale e non sulla qualità della micro architettura dell’osso ed non consente una diagnosi preventiva a causa dell’esposizione a radiazioni ionizzanti, e per questo le linee guida internazionali raccomandano l’esame DXA solo nelle persone di età superiore ai 65 anni se non sono presenti altri fattori di rischio specifici.
Inoltre l’affidabilità dei risultati è fortemente influenzata dall’esperienza e dalla manualità dell’operatore e questo fa si che l’accuratezza e la precisione della diagnosi siano lontane dall’ottimale.
Il nuovo e proprietario metodo R.E.M.S. (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry) supera tutti i principali limiti delle tecnologie QUS e DXA legati alla approssimativa modellazione dei tessuti, il posizionamento del paziente e la segmentazione manuale dell’immagine, fornendo misurazioni estremamente accurate.
Infatti, il posizionamento del paziente non influenza le misurazioni della BMD, poiché l’inclinazione fra il fascio di ultrasuoni e l’osso target dipende solo dal posizionamento della sonda, essendo questa operazione supportata, da un lato, da marcatori sullo schermo per facilitare il corretto allineamento tra fascio US e superficie ossea e, dall’altro, dalla selezione completamente automatica deI fotogrammi validi.
Inoltre, il numero di frame necessari per una diagnosi corretta è 1/25 dei dati effettivamente acquisiti: l’eccesso di dati acquisiti migliora l’affidabilità diagnostica. Questo assicura che i calcoli diagnostici siano eseguiti solo su dati acquisiti correttamente mentre i frames “rumorosi e eventuali artefatti vengono eliminati e in ogni caso mai utilizzati per evitare di fornire un referto diagnostico non affidabile.
Infine, una volta che l’acquisizione dei dati è completa, l’intero processo è completamente automatico e non ci sono ulteriori fonti di errore che possono influenzare la ripetibilità della misura.
Il metodo è stato sviluppato per prendere in considerazione solo la regione di interesse appartenente al sito scheletrico analizzato e poi i tessuti e i modelli di elaborazione non influenzano le prestazioni diagnostiche.
 

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